Conoscenza di sè

Autostima: autocelebrazione? autocommiserazione? PsicoAtelier!

Autostima: autocelebrazione? autocommiserazione? PsicoAtelier!

Dentro la parola autostima ci sono tanti significati.

Il primo, il più comune, quello che si trova su Wikipedia, è:
“L’autostima è il processo soggettivo e duraturo che porta il soggetto a valutare e apprezzare se stesso tramite l’autoapprovazione del proprio valore personale fondato su autopercezioni. La parola autostima deriva appunto dal termine “stima”, ossia la valutazione e l’apprezzamento di se stessi e degli altri.”
Qui già si capisce come l’autostima sia in sostanza una questione personale verso se stessi, “a tu per tu”, ognuno dentro di sé… ma come sia anche mescolata a “come ci vedono gli altri”: che ricetta esplosiva! Soggetta a continue mutazioni, a fattori culturali, cronologici (come età della persona e come epoca storica), relazionali, caratteriali, cognitivi, emotivi… l’autostima è un fuoco vivo.

Credo sia molto complicato riuscire a collocarsi in un punto equilibrato nella scala che va dal culto di sé all’appiattimento/svilimento delle proprie caratteristiche; alcuni incontri, hobby o attività possono favorire la camminata in un senso o nell’altro. Incontri che ci cerchiamo, incontri che ci capitano, incontri in cui inciampiamo.
E’ buona cosa costruirsi una propria postura, un proprio atteggiamento verso di sé e verso il mondo, consapevole e stabile, che tenga conto anche delle possibili influenze esterne.

Quanto la mia interiorità mi fa da guida o da riferimento, tenendo conto del mio contesto?
Quanto la mia esteriorità (mi) condiziona, blocca, frena, spinge, permette, desidera?
A volte la risposta può essere un lavoro su di sé, per allineare il dentro e il fuori, per riconoscersi come unici e validi già solo per il fatto di esistere e di essere “irripetibili”, per concedersi la chance di approfondire alcuni lati di sé che magari da spigolosi possono diventare capaci di trasformazione.

PsicoAtelier è un progetto che nasce dal desiderio di accogliere il legame profondo tra interiorità ed esteriorità, per mettere insieme la “cura di sé” con l’ ”amore sano verso di sé”.
Questo permette di valorizzarsi senza esagerazione o ostentazione – atteggiamento che anche all’esterno è letto come positiva centratura; consente di riconoscere punti di forza e punti di debolezza e di sfruttarli a proprio vantaggio; fa scendere un pochino nel nostro “dentro”, dandogli un’occhiata, arrivando a sentire di poter essere già soddisfatti… o magari di desiderare qualcosa di più.

Permette di non scivolare verso atteggiamenti vittimistici e allontananti, ma di osservarsi con spirito critico e costruttivo.
Permette di costruire insieme, confrontandosi con più punti di vista: il progetto infatti è stato steso e viene condotto a quattro mani e la collaborazione con Patrizia (consulente d’immagine e stilista) apre a nuove visuali, completando il focus su Persona e Anima.

Dedicarsi del tempo è un buon modo di investire su di sé: guardarsi, analizzarsi, riflettere, migliorarsi, ma anche ridere, divertirsi, fare qualcosa che ci faccia stare bene… tutto è importante e necessario per dare da bere alle nostre parti interiori più belle, farle germogliare e dare frutto, per aprirci agli altri.

Ciò che siamo dipende da ciò che vediamo (dentro) di noi.
La luminosità con cui splendiamo è legata al nostro atteggiamento e a ciò che attraversiamo… ogni tanto può far bene un’aggiustatina all’intensità della nostra luce 🙂

Ecco una presentazione del progetto, scritto e condotto a quattro mani con Patrizia Rebecchi stilista e consulente d’immagine.
https://www.facebook.com/events/1748934125346367/
Per chi desiderasse più info o volesse partecipare è sufficiente commentare o contattare la pagina 🙂

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