Conoscenza di sè

Cambiare la situazione attuale: e se cambiassimo mentalità?

Cambiare la situazione attuale: e se cambiassimo mentalità?

Ho da pochi giorni letto un articolo trovato sul web di un’intervista a Piero Angela, noto giornalista e conduttore televisivo di divulgazione scientifica.

Ad un certo punto dell’intervista, intervistatore e intervistato concordano su un punto: oltre ad una cura economica, ci vuole una “cura psicologica” per il nostro Paese. E forse la prima può dipendere dalla seconda…

Inevitabile il chiedermi: ma come è possibile curare la psicologia di un Paese? come si può favorire il cambiamento della mentalità collettiva?

Sono d’accordo con il puntare sullo sviluppo delle risorse necessarie per stimolare la creatività e l’innovazione, vale a dire migliorare la scuola italiana. Quale miglior modo, per cambiare in meglio, che essere lungimiranti, oltre che esperti? Proporre quindi un bagaglio culturale che serva e interessi davvero, in una scuola che attragga gli allievi e li motivi a costruire il futuro: un futuro nel quale l’ingegno sostenga le difficoltà (e possibilmente contribuisca a risolverle). Le proposte sono tante: quella che mi colpisce di più è la possibilità di inserire negli istituti scolastici un sistema meritocratico che permetta agli studenti di incanalarsi in diversi percorsi formativi, diversi anche a livello di impegno e difficoltà, al fine di garantire una buona formazione a tutti ma anche promuovere le eccellenze e permettere loro di brillare.

Favolosa trovata, che mi entusiasma, ma un secondo dopo mi interrogo: come si fa a decidere chi merita? chi si prende la briga di “misurare” il valore delle componenti individuali dell’intelligenza e a dar loro valore? Il semplice voto a volte può uccidere, non alimentare.

Nell’articolo, inoltre, si fa un velocissimo riferimento alla solita diatriba tra scienziati e non scienziati, tra scienza e parascienza, tra normale e paranormale… e le idee considerate “non scientifiche” ne escono decisamente svilite. Ora, capisco che in ottica divulgativa generale sia corretto accentuare la disciplina, la dimostrabilità, la via univoca, soprattutto se si parla di dare una direzione all’Italia. Però io credo che non ci sia solo scienza esatta: oltre al genio esista anche la persona, fatta di umanità, di errore, con spinte di curiosità intellettiva che possono uscire dai binari del rigore… e che spesso così fanno centro. Le menti geniali a volte lavorano meglio se si accompagnano alla “deviazione” dal pensiero ordinario.

In un’ottica del genere – a mio avviso decisamente interessante, ma dai risvolti delicati e segnanti – credo sarebbe il caso di affiancare ad una formazione scolastica prettamente scientifica anche una materna custodia delle giovani menti, che oltre a cervelli sono anime: perchè quindi non inserire a scuola degli spazi in cui i giovani possano esprimersi, trovare se stessi ed essere aiutati a conoscersi più profondamente, dentro di sè?

Forse così si potrebbe cambiare la cultura collettiva. Forse così si potrebbero creare famiglie più consapevoli, capaci di curare.

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