Conoscenza di sè

Una delle prime responsabilità di un genitore è….

Una delle prime responsabilità di un genitore è….

Fare un figlio è una responsabilità.

Quante volte abbiamo sentito questa frase!

 

Forse la prima cosa che viene in mente è ciò che dice la legge: i genitori rispondono delle azioni dei figli, sia in termini di vigilanza sia in termini di educazione.

E invece i figli che rapporto devono avere con le azioni dei genitori? E’ giusto che i figli “rispondano” di tutto il bagaglio precedentemente vissuto dai loro genitori?

 

Proviamo a riempire la parola “responsabilità” di significato emotivo: essere genitori responsabili riguarda il profondo di noi stessi, già nel pensiero di avere un figlio, nelle fantasticherie create dalla mente individuale e dalla coppia… quando poi arriva la concretizzazione della gravidanza, riguarda la scelta di come vivere i momenti di attesa e di come prepararsi ad accogliere la propria creatura… come vivere il proprio corpo, come vivere il parto… come ascoltare se stessi, come lasciare spazio agli strascichi dei propri ricordi e rielaborarli… come lasciar spazio al cambiamento di ruolo e come viverlo…

 

Essere genitori stravolge la nostra identità e passa, volenti o nolenti, dal riprendere in mano alcuni grandi passaggi che abbiamo vissuto: il proprio essere bambini, il rapporto con la propria mamma e il proprio papà, il proprio modo di vivere e di considerare l’infanzia, il proprio modo di essere stati allevati ed educati, le scelte dei nostri genitori…

Prima o poi tutto questo viene a galla, ma spesso va a finire che venga affrontato inconsapevolmente, mentre la mente conscia si concentra su tante altre cose “imminenti” che hanno a che fare con l’organizzazione della realtà contingente ed esterna, vissuta come fondamentali… quando fondamentale invece è la realtà interna, lo spazio dentro ognuno di noi che va coltivato e curato con attenzione; se non ci si fa caso, infatti, altrettanto inconsapevolmente solitamente ci si porta dietro tutto ciò che ha condizionato noi, nel bene e nel male, tutti i nodi rimasti dentro di noi e che hanno contribuito alle nostre difficoltà personali.

 

Fare la pace invece con le nostre tappe di sviluppo e con i nostri genitori (quelli in carne e ossa e quelli interiorizzati!) e aver cura del nostro giardino interiore, prima o durante la nostra genitorialità, ci permette di accorgerci delle nostre sfumature, curarle e capirle, di sciogliere i nostri nodi e di conseguenza ci permette di essere davvero e autenticamente noi stessi nel rapporto con gli altri – non solo coi figli, ma in tutte le relazioni significative, contribuendo perciò al loro buon funzionamento.

 

In particolar modo, a mio avviso, essere genitori responsabili significa agire su di sé per rompere tutte quelle catene che potrebbero danneggiare o influenzare negativamente l’animo nuovo dei nostri bambini, che hanno il diritto di crescere non appesantiti da ciò da cui il loro papà o la loro mamma, con un po’ di intenzione e di impegno, si possono liberare.

1235 Views

Comments (0)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

UN-CAVALLO-NEL-CIELO

Il potere dei simboli

Ci sono due ragioni principali per utilizzare i simboli. Anzitutto, essi possono causare una profonda trasf...

005.600

Natale 2015: sentire e vivere il parto

Mentre la mia famiglia si sveglia, in questa mattina speciale mi vien da pensare che 2015 anni fa, in una c...

B123znWCYAAYln4

Gli strascichi della mente

Una tazza di tè Nan-in, un maestro giapponese dell’era Meiji (1868-1912), ricevette la visita di un prof...

shutterstock_55272601

Nei primi tre anni c’è tutto

Nei primi tre anni di vita si articola una complessità psicologica davvero sorprendente, in grado di insed...

1359991934_REVERIE

La rêverie materna

Questa parola è magica, perché anche nella forma scritta richiama l’accudimento, con quell’accento &#...